Conosciamo meglio l’Abruzzo!

Il nostro bioagriturismo Le Mignole si trova ad Orsogna, un piccolo borgo ai piedi della Majella che dista a circa 40 km dal mare e dalle zone di raccordo per gli innumerevoli sentieri di montagna, nonché ai comprensori sciistici sopra citati. Sono infiniti i luoghi che si possono raggiungere all’interno della regione e che hanno una lunga storia di fascino, storia e mistero.

Ad esempio percorrendo la strada statale, da Orsogna è possibile raggiungere Crecchio, un piccolo e delizioso borgo, culla del Castello ducale De Riseis-D’Aragona che attualmente ospita il Museo dell’Abruzzo bizantino e altomedievale.

Un altro affascinante castello è quello che si trova ad Ortona: si tratta del Castello Aragonese, una fortificazione ai margini della città e a strapiombo sul mare. Ed è Ortona che si può raggiungere Roma, a piedi però, grazie al Cammino di San Tommaso, un itinerario culturale, naturalistico e spirituale che collega la città di Roma con la Basilica di San Pietro a Ortona, custode delle spoglie dell’Apostolo sin dal 1258. Un lungo percorso di circa 316 km che attraversa il cuore dell’Abruzzo più autentico esaltando le eccellenze paesaggistiche di cui è ricca la regione ed i luoghi della fede quali chiese, eremi ed abbazie, custodi silenti di spiritualità.

Foto:  www.camminodisantommaso.org

Percorrendo, invece, il versante nord-ovest raggiungiamo lAbbazia di San Liberatore alla Maiella, ubicata nel comune di Serramonacesca in provincia di Pescara, uno dei più antichi monasteri dell’Abruzzo. Divenuta monumento nazionale dal 1902, la struttura è dedicata a san Liberatore martire.

Altro posto incantevole da visitare e facile da raggiungere è Lanciano, città di antica tradizione, fu capoluogo dei Frentani, municipio romano e successivamente capoluogo di distretto durante il Regno delle Due Sicilie, ebbe il titolo di città nel 1212 per volere di Federico II di Svevia. È inoltre insignita di medaglia d’oro al valor militare. La storia narra che fu proprio a Lanciano che accadde “Il miracolo eucaristico” accaduto nella prima metà dell’VIII secolo: mentre un sacerdote stava celebrando la messa, al momento della consacrazione l’ostia e il vino si sarebbero trasformati in carne e sangue. Le reliquie del fenomeno, il più noto nel suo genere, sono conservate all’interno della chiesa di San Francesco, nello storico quartiere Borgo.

Fonte: Rockit.it

A circa 18 km da Orsogna sorge Guardiagrele, sede del Parco Nazionale della Majella e fa parte della Comunità montana della Maielletta. Famosa per le produzioni artigianali, in particolare nella lavorazione dei metalli, oltre ad aver dato i natali all’orafo, incisore e pittore Nicola da Guardiagrele, nonché al noto poeta dialettale abruzzese Modesto Della Porta, ospita tutti gli anni durante il mese di agosto la Mostra dell’Artigianato Artistico Abruzzese. Fu il primo luogo, insieme ad Agnone, dove iniziò la produzione della “Presentosa”, un gioiello femminile abruzzese generalmente in oro, indossato nelle occasioni di festa.

A pochi km da Guardiagrele, c’è la possibilità di visitare un piccolissimo borgo con circa 400 abitanti: Pennapiedimonte, sede della Comunità montana della Maielletta, oltre ad essere parte del Parco nazionale della Majella. Una delle bellezze da visitare è il “Cimirocco“, (termine locale che significa “ai piedi del monte” dato che è sito ai piedi della Maiella). Trattasi di uno sperone roccioso o “Pinna” che si trova in località Balzolo a 705 m. s. l. m. che sembra una donna seduta con la testa abbassata con qualcosa sulle braccia. Qualcuno vuole identificare tale donna con la dea Maja che passando in zona perse il figlio Mercurio.

Fonte: Guidegratis.net

Dovete sapere che l’Abruzzo ha due caratteristiche: è la regione verde d’Italia e ha il mare e la montagna a pochi km l’uno dall’altra.

Se optiamo per il mare, la scelta ricade per quella che viene denominata “la Costa dei Trabocchi” che corrisponde al tratto di litorale Adriatico della provincia di Chieti che si estende lungo la via della Strada Statale 16 Adriatica, caratterizzato dalla presenza diffusa del “trabocco”, macchina da pesca su palafitta. È un tratto di costa famoso in tutta Italia per la sua bellezza naturalistica e per la sua eterogeneità: ognuno dei paesi della Costa mantiene infatti le proprie caratteristiche e tradizioni.

Ma non è l’unica parte di costa che merita di essere visitata. L’Abruzzo è la culla della Torre di Cerrano, una delle antiche torri costiere del Regno di Napoli che si trova sulla costa dell’Adriatico, in provincia di Teramo, tra Silvi Marina e Pineto; nel territorio di quest’ultimo comune, due chilometri a sud dell’abitato spicca nettamente all’orizzonte su una piccola collina a ridosso della spiaggia, circondata da un ciuffo di alti pini marittimi, in un ambiente di rara bellezza.

Fonte: www.torredelcerrano.it

Se, invece, amate di più la montagna e la preferite ad una giornata sulla spiaggia, la scelta è ancora più ampia, soprattutto se amate sciare. In Abruzzo ci sono vari comprensori sciistici, tutti attrezzati con moderni impianti di risalita e ricchi di tracciati di ogni difficoltà, ideali sia per lo sci alpino sia per lo snowboard: Roccaraso, con la vicina Rivisondoli, offre un carosello di 119 km di piste, quasi tutte assolate. Il sole splende anche a Campo Felice e Ovindoli, raggiungibili da Roma davvero in un attimo. Le due stazioni, insieme a Campo Imperatore, costituiscono il Consorzio Nevi Gemelle che prevede un unico skipass per 65 km. Le piste di Prati di Tivo e Passo Lanciano-Maielletta sono invece vista mare. In crescita e non meno apprezzate le stazioni sciistiche di Pescocostanzo, San Giacomo-Monte Piselli, Prato Selva, Pescasseroli, Scanno, Marsia, Campo Rotondo, Campo di Giove, Passo San Leonardo, Pizzoferrato, Gamberane.

Ma non è finita qui: avete mai sentito parlare degli Eremi d’Abruzzo?! Gli eremi della Majella, sono luoghi magici, costruiti a mano dai primi uomini di fede, che per vicinanza alla sede papale, sceglievano, ancora prima dell’anno mille, di ritirarsi sulle pendici più remote della nostra montagna per meditare e pregare.

Fonte: Viaggiando Italia

Camminando lungo il versante orientale del Parco della Majella, a Fara San Martino, a pochi km dal mio paese natale, sono state riportate alla luce le rovine del più antico degli eremi: lAbbazia di San Martino in Valle, costruita nel IX secolo subito dopo un canyon naturale. Di notizie sulla costruzione se ne hanno davvero poche ma i resti dell’abbazia lasciano interpretare quello che doveva essere l’interno della chiesa a tre navate con una pavimentazione a lastre di pietra. La parte più antica dovrebbe trovarsi oltre le tre navate e oltre un muro a tre arcate che racchiude un ambiente scavato nella roccia e che probabilmente è il punto iniziale del culto eremitico.

Un altro eremo è quello di Sant’Onofrio a Morrone, non troppo distante da Sulmona. Incastonato nella roccia fu abitazione di San Pietro al Morrone, che lo restaurò nel 1200 per trasferirvisi prima di essere proclamato papa Celestino V, seppur contro la sua volontà. Oltre la chiesa che conserva affreschi del XV secolo, si trova l’oratorio in cui ci sono dipinti che raffigurano Pietro Celestino nelle vesti di pontefice e oltre questo, un corridoio su cui si aprono le cellette di Pietro Celestino e del Beato Roberto da Salle, in quello che doveva costituire l’eremo originario. Continuando a salire si raggiungono gli alloggi al piano superiore, oggi sede di ritiri spirituali e alla terrazza, da cui, da secoli, i fedeli continuano a lanciare piccoli sassi nel precipizio per scacciare le tentazioni.

Sempre sul Sentiero dello Spirito, a 1227 metri sul livello del mare, sorge lEremo di San Giovanni, uno dei luoghi più mistici che tu possa immaginare. Interamente scavato nella roccia, è difficile capire dove inizi e dove finisca la grotta e dove inizi l’eremo stesso. Dopo una piccola gradinata si arriva all’ingresso, ma fai attenzione, perché per arrivarci dovrai sdraiarti e strisciare per 2 – 3 metri sulla roccia. Anche qui c’è la traccia di Celestino V, che a quanto parte visse in questo luogo magico per ben 9 anni.

Da Roccamorice, e stavolta siamo sul versante pescarese della Majella, si possono incontrare due eremi, il primo è quello di San Bartolomeo, una vera e propria opera d’arte scavata nella roccia, risalente al 1775 e vissuto fino al 1320. Ci sono ben quattro diverse vie d’accesso scavate nella roccia e la facciata della chiesa presenta tracce di affreschi ormai quasi del tutto perduti. L’interno della chiesa è molto piccolo e rettangolare, e nella nicchia dell’altare è conservata una statuetta lignea del Santo. Il 25 agosto di ogni anno la statua viene portata in processione dai fedeli dopo essere scesi a bagnarsi al torrente, per poi portare la statua in paese fino al 9 settembre.

Continuando il cammino lungo il vallone di Santo Spirito si sale fino ai 1130 metri sul livello del mare, per arrivare all’Eremo di Santo Spirito, appunto. Fondato sempre da Celestino V, fu abitato fino agli inizi dell’800. Facilmente raggiungibile in auto anche, della struttura restano conservati la chiesa, la sagrestia, ed i resti del monastero distribuiti su due piani, con la foresteria e le celle. La foresteria si sviluppa su tre piani, ed è possibile accedervi tramite un corridoio scavato nella roccia. Vicino all’ingresso della foresteria c’è la Scala Santa che con ben 31 faticosi gradini porta ad altri edifici e ad un’ennesima scala, questa volta di ben 76 gradini che porta ad una balconata coperta di notevoli dimensioni e all’Oratorio della Maddalena.

E concludiamo in bellezza con il Tratturo, un largo sentiero erboso, pietroso o in terra battuta, sempre a fondo naturale, originatosi dal passaggio e dal calpestio degli armenti. Di norma la misura della larghezza della sede del tracciato viario è di 111 metri corrispondenti a sessanta passi napoletani.

Fonte: Eccellenze d’Abruzzo

Il suo tragitto segna la direttrice principale del complesso sistema reticolare dei percorsi che si snodano e si diramano in sentieri minori costituiti dai tratturelli bretelle che univano tra loro i tratturi principali, dai bracci e dai riposi. Questi percorsi erano utilizzati dai pastori per compiere la transumanza ossia per trasferire con cadenza stagionale mandrie e greggi da un pascolo all’altro.

Dall’Abruzzo partono tutte i cinque i Regi Tratturi:

L’AQUILA-FOGGIA – Dalla montagna al mare

CENTURELLE-MONTESECCO – La via dello zafferano

CELANO-FOGGIA – Il cammino della civiltà

PESCASSEROLI -CANDELA – La via della biodiversità

CASTEL DI SANGRO-LUCERA – Il cammino sulle orme dei sanniti

 

Non resta che dirvi…Buon viaggio in Abruzzo!

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